sabato 12 luglio 2008

DONNE E COSTITUZIONE

L’UDI di Savona organizza per il prossimo anno sociale 2008/09 una serie di incontri uniti dallo stesso filo conduttore e che ne costituisce il titolo: “Donne e Costituzione”
La ragione della scelta è facilmente comprensibile. 
Nel sessantesimo compleanno della nostra Carta Costituzionale desideriamo rendere omaggio a questa legge fondamentale che ha sempre garantito e ancora garantisce, nel nostro Paese il mantenimento della democrazia e delle libertà fondamentali.
Al faticoso raggiungimento di questo obiettivo le donne hanno dato il loro contributo prima militando nella Resistenza che di tutto questo è la necessaria, se pur dolorosa, premessa e poi partecipando alla stesura come elette all’Assemblea Costituente. 
Desideriamo soprattutto ricordare ancora una volta i primi dodici articoli cioè quelli relativi ai principi fondamentali che sono tappe miliari della nostra storia e sono inalienabili
Nella Costituzione i diritti della donne sono esplicitamente evidenziati.
L’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
  Il nuovo Diritto di famiglia del 1975 si rifà al rispetto della Costituzione.
Se poi questi dettami fossero pienamente rispettati in ogni campo la parità anche sul piano della rappresentanza politica avremmo altre formazioni a livello di Governo. 
L’ultima campagne dell’UDI “50 e 50 ovunque si decide” che ha visto impegnate nella raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare tante volontarie era mirata proprio a raggiungere una corretta applicazione del principio costituzionale.
Il corso, costituito complessivamente da quattro incontri, uno al mese, nei mesi di ottobre e novembre 2008 e nei mesi di gennaio e febbraio 2009 prevede l’inaugurazione nella Sala Rossa del Comune di Savona e gli altri tre itineranti in Terza Circoscrizione, e presumibilmente nei Comuni di Albisola e Quiliano 
Daremo in seguito notizie più dettagliate  

domenica 15 giugno 2008

Egitto. L'infibulazione ora è un reato

La notizia è del 9 giugno. L'Egitto, che già aveva con una legge vietato l'infibulazione, ora l'ha resa anche un reato penale punibile con una pena che va da tre mesi a due anni di carcere o con una multa che oscilla tra 118 e 590 euro. Ma la vittoria è solo parziale in quanto questa pratica resta consentita nei casi in cui viene considerata una "necessità medica".
Ma che cosa è?
L'infibulazione (dal latino "fibula" che significa spilla) ha origine nell'Egitto dei Faraoni, la sua motivazione reale non è legata a nessuna necessità religiosa (viene praticata su bambine cattoliche, ebree, mussulmane e animiste), ma solo da una forma di controllo sulla donna perchè, privandola del piacere sessuale, diminuiscono le possibilità che tradisca il suo uomo. Consiste nell'amputazione del clitoride e di parte o della totalità delle piccole e grandi labbra vulvari con la conseguente cucitura delle stesse. La vagina viene ricucita tranne una piccola apertura per urina e flusso mestruale, i rapporti sessuali sono difficilissimi, mentre il dramma si ripete alla nascita di un figlio: il passaggio viene aperto per il parto e richiuso dopo. Sono praticate anche la clitoridectomia (asportazione del clitoride) e l'escissione (taglio del clitoride e di tutte o parte delle piccole labbra)
In Italia non esiste ancora una legge specifica che punisca questa pratica. Nei rari casi in cui viene  sporta denuncia si applicano gli articoli 582 e 583 del codice penale relativi alle lesioni personali.
L'UDI Savona aveva già organizzato un incontro - dibattito sul problema dell'infibulazione il 4 giugno 2003 a cui erano intervenuti il prof. Ruggiati (prof. ginecologia) e donne della Somalia che avevano portato la loro testimonianza sulla terribile esperienza e del Marocco (dove per fortuna non viene praticata). L'incontro si era svolto in collaborazione con l'Associazione Solidarietà Multietnica e si erano raccolte firme a sostegno della messa al bando di questa orribile pratica

domenica 25 maggio 2008

50%50....ovunque si decide!

Con l'approssimarsi dell'incontro U.D.I. di martedì 10 giugno "Quote rosa? No grazie - Vogliamo diritti!"  vogliamo esporre la proposta di legge e cui l'incontro fa riferimento.
Le sottoscritte cittadine italiane e i sottoscritti cittadini italiani presentano - ai sensi dell'art. 71, comma 2, Cost. ed in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352 ss. mod. - la seguente proposta di leggge:
"Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee elettive"
Art. 1 - Finalità
In attuazione dell'art. 51 della Costituzione Italiana, la presente legge detta norme di democrazia paritaria per l'accesso di cittadini e cittadine alle Assemblee elettive in condizioni di uguaglianza.
Art.2 - Ambito di applicazione
Le presenti norme si applicano alle competizioni elettorali relative alle Assemblee elettive di : Circoscrizioni nei Comuni, Comuni, Città Metropolitane, Provincie, Regioni a Statuto ordinario, nonchè alle elezioni di Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e dei componenti del Parlamento Europeo spettanti all'Italia.
Art.3 - Candidature in liste o gruppi
In ogni lista o gruppo di candidati, le candidature sono costituite da un numero uguale di donne e uomini, sono disposte in ordine alternato per sesso e, in caso di disparità numerica, lo scarto è di una unità. Liste o gruppi di candidati che non rispettano le predette norme sono irrevibili.
Art. 4 - Candidature in collegi uninominali
In ogni circoscrizione dove le candidature sono proposte in collegi uninominali, le candidature complessive contraddistinte dal medesimo contrassegno sono costituite da un numero uguale di donne e di uomini e, in caso di disparità numerica, lo scarto è di una unità.
Partiti, movimenti o coalizioni di partiti recanti il medesimo contrassegno nella circoscrizione che non rispettano le predette norme non sono ammessi alla competizione elettorale in quella circoscrizione.
Art. 5 - Norma abrogativa di chiusura
Ogni disposizione in contrasto con le norme di democrazia paritaria contenute nella presente legge è abrogata.

Dobbiamo dire che i media non hanno dato alcuna rilevanza alla proposta di legge delle donne e non crediamo che la situazione politica odierna faccia ben sperare.

martedì 13 maggio 2008

Lidia Menapace a Savona

L'UDI (Unione Donne in Italia)  Savona ha organizzato venerdì 9 maggio presso la libreria Ubik di C.so Italia un incontro sul tema "Essere Donna" incontro con Lidia Menapace. Durante l'incontro è stato presentato un cortometraggio dal titolo "La forza di quante siamo, la forza di quello che siamo", prodotto dal Cesavo.
Lidia Menapace, politica, giornalista, rappresenta una delle voci più importanti del femminismo italiano ha ricordato che le donne ancora oggi devono fare i conti con barriere sociali e mentali ancora fortissime.
 Questa è anche occasione per ringraziarla e con lei Aldo Pastore, ex deputato, e Augusta Molinari presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione al Campus Universitario di Savona.

Prossimi incontri:

Martedì 10 giugno 2008  - ore 16  

INCONTRO - U.D.I
"Quote Rosa? No Grazie . Vogliamo diritti!"
Parliamo della legge "50&50 ovunque si decide" proposta dall'U.D.I
ed ora al senato.

L'incontro si terrà nella sede staccata della III Circoscrizione
gentilmente concessa e situata in via Buozzi 3/A  Savona

per info.
 t.paladin@libero.it