giovedì 4 novembre 2010
Siamo di nuovo ad un 25 novembre bagnato dal sangue di donne vittime di violenza.
Perché questo femminicidio che ferisce indistintamente tutte noi?
L'ulima, per ora, è la giovane Sarah di cui hanno parlato sino all'esasperazione giornali e telvisioni.
Srah era quasi una bambina, 15 anni appena, prima data per dispersa e poi ritrovata morta , uccisa, si è saputo poi, da uno zio.
Una giovanissima donna che la brutalità di un parente mosso da squallidi motivi ha strappato alla vita.
E' l'ennesima vittima della violenza di un personaggio che non vogliamo definire uomo il quale si accanito contro una donna della suo stessa famiglia.
Il caso poi è diventato un evento televisivo e ciò ci ha addolorate. Riteniamo giusto che i media si interessino del fatto, ma è triste che questo venga ridotto ad un giallo televisivo in cui si perdono di vista i valori autentici per cui abbiamo sempre lottato cioé l'inviolabilità della vita e il rispetto della donna come portatrice di valori e di diritti.
In occasione del 25 novembre 2010 l'UDI savonese manifesterà in piazza Sisto IV con una performance multimediale seguita da una conferenza sul tema presso la libreria Ubik.
Questo per noi sarà solo un momento pubblico necessario ma che evidentemente rischia di essere sterile se isolato.
Promettiamo a Sarah che il suo, per ora, ultimo nome sarà uno sprone ulteriore per continuare la lotta in difesa della donna, dei suoi diritti e dei suoi valori
Margherita
sabato 31 luglio 2010
SCUOLA POLITICA
UDI - Unione Donne in Italia Scuola politica 2010
a Genova la scuola politica dell’UDI 2010
Dal 2 al 5 settembre a Genova nella sede della Bi.Bi. Service , in via XX Settembre 41, si terrà la quinta edizione della scuola politica organizzata dall’UDI - Unione Donne in Italia, Sede nazionale Archivio centrale con il sostegno e il contributo degli Assessorati alle pari Opportunità di Comune e Provincia di Genova.
Una delle caratteristiche della Scuola è quella di essere itinerante e di affidarsi all’intelligenza e alla creatività delle donne dell’UDI che si organizzano in Italia.
L’UDI intende così valorizzare le esperienze – nuove e antiche dell’Associazione - e le relazioni che le donne sostengono con le donne e con le istituzioni là dove vivono. Quest’anno la scuola - giunta alla sua quinta edizione - si terrà a Genova avvalendosi dell’apporto politico e organizzativo dell’UDI “25novembre2008”, un gruppo nato – come dice il suo nome - con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, un gruppo che ha saputo trovare la misura per rappresentare una storia lunga e appassionante come è quella dell’UDI.
Il tema trattato quest’anno sarà: “Identità di passaggio. Il corpo fertile delle donne tra produzione e riproduzione, lavoro e desiderio” mira a suscitare il dibattito su quali azioni sono opportune perché le donne siano libere di scegliere nelle diverse fasi della vita tra lavoro e maternità, politica e relazione, senza rinunciare ai propri desideri e aspirazioni.
Numerosi e qualificati gli interventi , vedi programma. Donne e lavoro, vita e relazioni, impresa femminile come progetto di vita, donne immigrate ed economia sostenibile, solidarietà come impegno politico sono alcuni dei temi che verranno trattati: lezioni frontali, ma anche dibattiti e tavole rotonde in un fine settimana ricco di spunti interessanti .
La scuola è aperta solo alle donne senza limitazioni di età.
La quota di partecipazione - che comprende: cartella della scuola contenente i materiali necessari, pranzo di venerdì e sabato - quest’anno è diversificata:
€60,00 donne lavoratrici
€ 50,00 pensionate
€ 40,00 studentesse, disoccupate e inoccupate
Sono esclusi i pernottamenti e le cene
Per informazione contattare l’UDI Genova 25 novembre 2008 udi251108ge@yahoo.it. Iscrizione entro il 10 agosto.
Si allega il programma della scuola.
Marina Cassani
ufficio stampa UDI Genova 25 novembre 2008
tel 347 4165866
UDI Genova 25 novembre 2008 – Vico Mele, 3r Genova
info scuola politica
Per partecipare alla Scuola Politica dell’UDI 2010 provvedere al versamento della quota di:
€ 60,00 per le donne che lavorano
€ 50,00 per le pensionate
€ 40,00 per le studentesse e le donne che non lavorano.
c/c postale n 53230009
IBAN IT84 S076 0103 2000 0005 3230 009
oppure
conto corrente bancario Banca Popolare Etruria e Lazio c/c n 14763
IBAN IT66 V053 9003 2010 0000 0014 763
intestato a:
UDI - Unione Donne in Italia - Via dell’Arco di Parma, 15 – 00186 Roma
Causale: Scuola politica UDI 2010.
NOTE:
Informare la Segreteria della Scuola dell’avvenuto versamento.
Compilare la scheda allegata e inviarla a udi251108ge@yahoo.it
Per informazioni: tel. 349 3151640
SCUOLA DI POLITICA
Una delle caratteristiche della Scuola è quella di essere itinerante e di affidarsi all’intelligenza e alla creatività delle donne dell’UDI che si organizzano in Italia.
L’UDI intende così valorizzare le esperienze – nuove e antiche dell’Associazione - e le relazioni che le donne sostengono con le donne e con le istituzioni là dove vivono. Quest’anno la scuola - giunta alla sua quinta edizione - si terrà a Genova avvalendosi dell’apporto politico e organizzativo dell’UDI “25novembre2008”, un gruppo nato – come dice il suo nome - con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, un gruppo che ha saputo trovare la misura per rappresentare una storia lunga e appassionante come è quella dell’UDI.
Il documento che segue è stato elaborato da loro e serve come spunto di riflessione.
il corpo fertile non è solo quello che genera
fertilità fisiologica - riproduzione
Una delle prima immagini che si concretizzano parlando di corpo fertile è quello di un corpo che si riproduce.
Del resto, la fisiologia porta le donne ad essere potenzialmente madri.
Ma è la società in cui le donne si trovano a vivere che, implicitamente, determina la scelta riproduttiva: se le donne stanno bene fanno figli. Non si è comunque mai madri per caso.
Il progetto di una vita è comunque cosa altra dall’amore fra i componenti di una coppia e, per quanto condiviso, manifesta la disparità fisiologica fra l’uomo e la donna, la quale è la sola a decidere per il sì o per il no. Ed è un dato: la fertilità femminile non ha lo stesso peso della fertilità maschile; ed è per questo che tale disparità va nominata e tenuta ben presente nella relazione di coppia che sceglie, congiuntamente, la riproduzione.
Accanto a questo, le donne si confrontano quotidianamente con il dilemma di poter sostenere e scegliere una gravidanza anche quando si studia o si lavora, quando cioè si è una figura attiva dal punto di vista professionale (poiché l’orologio biologico non sempre corrisponde con “l’orologio” professionale o di studio). Spesso infatti la scelta dell’avere o meno un figlio dipende da altre questioni, che nulla hanno a che vedere con il desiderio di riprodursi.
conciliazione o condivisione
Siamo pronte a dire “No al differenza che si esplica nell’autonomia dall’altro, sì alla condivisione nella consapevolezza delle proprie diversità in una democrazia duale, per un riequilibrio della rappresentanza”?
C’è chi pensa che i generi abbiano bisogno di riconciliarsi fra loro, di intraprendere un cammino comune su certi temi, pur mantenendo le proprie diversità e differenze.
lavoro, tempi, decrescita
In ambito lavorativo sarebbe interessante valutare quanto costa una donna che genera. Ai bilanci aziendali andrebbero accostati i bilanci di genere, per capire effettivamente qual è l’impatto di una donna che lavora e che si muove nella società. È davvero un investimento a perdere?
Sappiamo da sempre che, in ambito aziendale/lavorativo la rappresentazione della maternità non è una rappresentazione positiva, ma si basa su modelli negativi che penalizzano fortemente il discorso della fertilità nel senso più ampio del termine per relegarlo al solo concetto della riproduzione.
Inoltre, i tempi delle donne non sono i tempi delle città in cui viviamo; i corpi delle donne sono come schiacciati in spazi angusti dove devono cercare continuamente un proprio angolo di sopravvivenza. Attuano un resistenza reiterata ed un adeguamento sistematico all’oppressione del corpo forte sull’avvenenza del corpo fertile che deve prendere sempre le misure. Che gode solo in un contesto privato, perché è innanzitutto un corpo osservato, piuttosto che fertile. Tutto lascia credere che questi tempi e questi spazi non siano favorevoli alle donne, non le includano.
Se da una parte la crisi può liberare nuove energie e nuove consapevolezze anche in questo ambito, dall’altro potrebbe nuovamente portare il corpo delle donne ad essere vittima sacrificale.
Forse la decrescita potrebbe costituire la scusa per revisionare la propria concezione della vita, i valori (da praticare e difendere), la qualità dell’esistenza. Poiché è evidente che le donne occidentali, adesso, vogliono tutto: non solo il lavoro, la famiglia, ma anche una qualità di vita accettabile e dignitosa.
l’identità
Un nuovo modo di approcciarsi al tema deve considerare in modo primario quale sia il livello di “monetizzazione” delle professioni nella nostra società. Se anche il riconoscimento sociale della maternità comincia a passare attraverso una monetizzazione (come altri lavori di cura), allora anche la maternità diventa un lavoro. È un dato di fatto che il riconoscimento economico è l’unica cose che nella nostra società fornisce un’identità. Possiamo quindi affermare che se non hai un riconoscimento economico allora non hai un’identità valida, spendibile?
Inoltre, la liberazione della donna passa ancora attraverso l’emancipazione economica? Il denaro cioè ti dà la libertà, o l’identità si costruisce sul sé e sulla percezione che si ha di sé? È tuttavia un dato di fatto che il riconoscimento sociale passa anche attraverso il riconoscimento professionale, spesso assente o carente, che fa delle donne un insieme sostanzialmente inespresso di potenzialità: un corpo fertile di idee, iniziative, presenze, capacità trattato spesso solo come un corpo sessuato da mercificare.
UDI Genova “25novembre2008”
per info UDI Genova "25 novembre 2008"
Vico MELE 3R,16123 Genova- 3493151640
udi251180ge@yahoo.it www.udinazionale.org
venerdì 30 luglio 2010
SCUOLA POLITICA DELL'UDI A GENOVA
Le iscrizioni sono aperte sino al 10 agosto.
-COSTI
-PER LE DONNE CHE LAVORANO-60 EURO
-PER LE PENSIONATE -50 EURO
-PER LE STUDENTESSE - LE DONNE CHE NON LAVORANO-E LE DONNE DELLA LIGURIA -GRATIS
RIVOLGERSI A udi251108ge@yahoo.it
domenica 6 giugno 2010
UNA SENTENZA ESEMPLARE
ci pare normale. Ma, nonostante l’art. 3 della Costituzione Repubblicana dichiari il principio di
uguaglianza di tutti i cittadini, perchè questo potesse accadere c’è stato bisogno dell’atto di coraggio
di Rosa Oliva che, alla fine degli anni ‘50 del Novecento, decise di sfidare lo Stato e richiamarlo ai
propri doveri. Frutto di quella battaglia fu la sentenza della Corte Costituzionale n. 33 del 13 maggio
1960 che stabilì che anche le donne potevano accedere alle carriere pubbliche in virtù del principio di
uguaglianza sancito costituzionalmente.
L’UDI intende ricordare quell’avvenimento, festeggiando i 50 anni da quella sentenza, ben sapendo che
non tutte le barriere sono davvero cadute per la vera parità tra uomo e donna e che nuovi ostacoli
stanno nascendo. Fare una riflessione insieme è anche un modo per non abbassare la guardia.
S a v o n a
Venerdì 11 giugno 2010 – ore 18,00
presso la Libreria Ubik in Corso Italia a Savona
Incontro
Una sentenza esemplare
Ne parliamo con:
Anna Traverso della Funzione Pubblica/CGIL di Savona
grafica: Elisa Morielli elisa@cesavo.it
domenica 15 novembre 2009
DA DONNA A PERSONA
Ciclo di incontri
“ DA DONNA A PERSONA”
Presentazione
L’UDI propone un ciclo di incontri dal titolo “Da donna a persona”in cui evidenziare il profondo travaglio attraverso il quale le donne hanno preso consapevolezza, oltre che dei propri doveri, anche dei propri diritti e poi soprattutto della loro entità spirituale e della propria sensibilità sino a completare il percorso che porta ad essere appunto persona.
Non è stato un iter facile, anzi sono stati necessari secoli per completare questo cammino.
Negli incontri saranno affrontati i momenti cruciali di questa evoluzione, dal nebuloso periodo della preistoria alla fase medioevale in cui le donne erano cantate dai poeti, ma relegati a ruoli di pura rappresentanza ( nel migliore dei casi ), alla presa di coscienza dei propri diritti durante la rivoluzione francese, dalle lotte per il diritto di voto all’esasperata autoaffermazione del femminismo sino alla piena consapevolezza di sé in cui la donna si riconosce individuo nella pienezza della sua personalità cioè appunto di persona.
Obiettivi
Il ciclo di incontri ha lo scopo, attraverso una rapida cavalcata storica,di rendere gli ascoltatori consapevoli di quanto sia difficile arrivare ad una piena consapevolezza dei propri valori, dei propri limiti e della pienezza dell’essere individui, indipendentemente dal genere, come sede di valori.
Questa consapevolezza porta a capire meglio anche lo sviluppo del singolo dall’iniziale confusione dell’infanzia sino alla pienezza della propria personalità poiché la crescita individuale ripete in sintesi le tappe della storia.
Pubblico a cui si rivolge
Gli incontri aperti a tutti proprio per il loro contenuto culturale sono comunque indirizzati prevalentemente ad un pubblico femminile probabilmente più interessato all’argomento.
Non vi sono naturalmente limiti di età, ma è auspicabile che l’utenza sia soprattutto di giovani donne e particolarmente delle studentesse delle scuole secondarie superiori dove le insegnanti spesso indirizzano le allieve a ricerche di questo tipo con particolari finalità culturali, filosofiche e psicologiche.
Gli incontri, che si svolgeranno soprattutto nella sede decentrata della III Circoscrizione gentilmente concessa, sono aperti a tutti i cittadini non solo a quelli della Circoscrizione e saranno a titolo assolutamente gratuito.
Metodologia
Il metodo sarà assolutamente dialogico. Non ci sarà una relazione frontale offerta ad un pubblico passivo , ma i relatori durante la spiegazione si interromperanno spesso per lasciar posto alle osservazione e agli interventi degli ascoltatori aprendo al dialogo e addirittura sollecitandolo
Terminata la relazione sarà lasciato un ampio spazio al dibattito
Tempi
Il ciclo di lezioni è previsto con inizio nel 2009 e la continuazione nel 2010 seguendo il ritmo dell’anno sociale dell’UDI.
In particolare il primo incontro si svolgerà il 20 ottobre 2009 e gli altri saranno rispettivamente a gennaio, febbraio, marzo e aprile
Schema del corso
20 ottobre 2009
“Le società matriarcali nella preistoria”
Gennaio
“La donna nella letteratura del medioevo:
angelicata o mummificata?”
Febbraio
“La presa di coscienza dei propri diritti da parte delle donne nella rivoluzione francese”
Marzo
“Dalle suffragette alle femministe”
Aprile
“Da donna a persona”
MANIFESTAZIONI E INCONTRI
Con il Patrocinio di
Provincia
di Savona
Comune
di Savona
L’U.D.I. (Unione Donne in Italia Savona) - Ass. Raggio di Sole
Comitato Usciamo dal Silenzio
Ass. Telefono Donna Centro Antiviolenza della Provincia di Savona
Presentano il convegno:
25 Novembre Giornata Mondiale
contro la Violenza sulle Donne
proclamata dall’O.N.U.
La Staffetta dell’U.D.I. arriva a Brescia
25 Novembre 2009 - Ore 16.00
Sala Rossa del Comune di Savona
Interverranno:
Isabella Sorgini, Assessore ai Servizi Sociali Comune di Savona
Pietro Santi, Assessore Politiche Sociali e Volontariato Provincia di Savona
Lorena Rambaudi, Consigliera Provinciale
Prof. Alfonso Gargano, Dirigente Scolastico Liceo Chiabrera Martini
Prof.ssa Gabriella Viganego, Dirigente Scolastico Liceo Scientifico O. Grassi
Paola Pregliasco, Direttore Dipartimento Materno Infantile
Lia Minetti, Coordinatore Ostetrica, Consigliera Comunale alle Pari Opportunità
Maura Montalbetti, Assistente Sociale Coordinatore
Avvocato Roberta Cava, Centro Antiviolenza
Avvocato Federica Ferro, Centro Antiviolenza
Psicologa Giovanna Ferro, Centro Antiviolenza
Psicologa Angelica Parodi, Centro Antiviolenza
Studenti del Liceo Classico Chiabrera di Savona
Studenti del Liceo Scientifico O. Grassi di Savona
sabato 14 novembre 2009
25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne
L'anfora-testimone è stata portato nello spazio temporale di un anno attraverso tutte le regioni di Italia ed ha visitato città e paesi e dovunque è stata accolta con simpatia e le sono stati attribuiti onori dalle autorità cittadine. A Savona dal sindaco e dall'allora assessore Bacciu.
E' stato emozionante vederla sfilare per le vie cittadine e si è propagato un entusiasmante senso di solidarietà. Tutte eravamo Lorena ed Hina le due donne uccise da uomini potenzialmente amici o addirittura parenti.
Il rifiuto della violenza ci ha toccato tutte e tutte ci ha coinvolte.
Ora la staffetta si conclude, proprio nel giorno internazionale contro la violenza, il 25 novembre, a Brescia ,città in cui è stata uccisa Hina.
Il 21 vi sarà un pellegrinaggio di donne da tutta Italia ( due pullman saranno liguri )nella città lombarda per gridare assieme il rifiuto di questa orribile sopraffazione.
A Savona nell'occasione ci saranno manifestazioni organizzate dell'UDI locale e in particolare un incontro sulla violenza nella Sala Rossa del Comune il 25 cui parteciperanno Associazioni e studenti. mentre il 28 alla libreria Ubik vi sarà la presentazione del DVD "La staffetta contro la violenza transita in giugno a Savona", girato a suo tempo da Adriana Caviglia, seguita da azioni teatrali.
Sicuramente queste manifestazioni non resteranno in superficie, ma saranno sentite in modo profondo perché noi tutte siamo, anche se fortunatamente non direttamente, toccate da questo atto feroce.
Sulla nostra pelle sono per noi tangibili le ferite di Lorena ed Hina e in loro tutto il genere femminile si è sentito ucciso.
Margherita
martedì 3 novembre 2009
OMAGGIO AD ALDA MERINI
Voglio ricordarla con questi versi
_A tutte le donne_
Fragile, opulenta donna,
matrice del paradiso
sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.
Alda Merini
mercoledì 29 luglio 2009
resoconto della Staffetta
Savona, ha atteso con trepidazione l'arrivo della staffetta organizzando una serie di eventi che non hanno interessato solo i tre giorni di permanenza dell'anfora nella nostra città (17 18 e 19 giugno) Essi ci hanno coinvolto dal 16 al 23 giugno:
La storia ha inizio molto tempo prima: mesi di preparazione e poi la presentazione della staffetta a Savona il 7 marzo 2009 allestendo un banco pieno di mimosa nella piazza principale e poi proiettando una presentazione ppt specifica e alcuni lavori sulla violenza sulle donne preparati dalle alunne del un liceo classico G Chiabrera
Molte associazioni hanno aderito alla staffetta
Segni e Impronta Finale Ligure - A.N.E.D Sv - Associazione Attori per caso - Coro Lirico Polifonico e Voci Bianche "P.Mascagni" - Associazione Culturale il Labirinto - Associazione Culturale Timoteo Teatro –Emergency - Gli amici del Mediterraneo Sv - Il Ponte mediatrici culturali - La dinamica creativa - Raggio di Sole - Telefono Donna, centro antiviolenza della Provincia di Savona - UDI Sv - Comitato Usciamo dal Silenzio Sv - Consultorio familiare CIF - Casa Malo - Coordinamento Donne CGIL Sv - Corso Italia 24 - S.M.C. Fornaci - Sezioni Soci Coop Sv - USEI - UISP SvCon il contributo del Liceo Ginnasio G. Chiabrera e di Stefania Fabri, Maria Assunta Rossello,Cristina Ricci, Fatiha
Quasi tutte le associazioni si sono impegnate a preparare un evento per i giorni della staffetta
Da marzo a giugno l'"AGENDA" un opuscolo ha pubblicato informative sul procedere dell'organizzazione (inviamo l'ultimo articolo relativo al mese di giugno
Già dal mese di gennaio sono state inviati ai presidi dells scuole superiori di primo e secondo grado perchè promuovessero una riflessione presso gli alunni affinché gli stessi componessero dei pensieri sulla violenza perpetrata nei confronti delle donne da mettere nell'anfora al suo arrivo nella città A questo proposito è stato preparato un a presentazione sull'argomento che attualmente si trova su YOU TUBE cliccando cavadr http://you tube e poi cerca cavadr (il file è stato diviso in 4 file perchè troppo lungo)
Il 13 giugno qualcuno di noi è andato a Genova ad accogliere l'anfora quando i rappresentanti del Piemonte ce l’hanno consegnata: un evento indimenticabile
Dopo Genova l’Anfora ha fatto tappa ad Arenano : il 16 giugno Noi, a Savona, in attesa della staffetta,nel Palazzo della Provincia si Savona è stata inaugurata la mostra fotografica e documentaria di un secolo di lavoro femminile in LiguriA (1850 1950) Nella stessa sala due artiste savonesi Imelda Bassanello e Rosanna la Spesa hanno esposto le loro opere
Il 16 quindi è stata presentato il programma della “ Staffetta di donne contro la violenza sulle done “ a Savona che avrebbe avuto inizio il giorno successivo
Nell’atrio del comune è stata allestita una mostra nella quale è stata illustrato il viaggio dell’anfora dalla Sicilia sino in Liguria attraverso la documentazione raccolta sul sito delle varie regioni d’Italia
Il giorno successivo, il 17 giugno alle h 17, Arenzano ci ha consegnato ufficialmente la staffetta : La consegna è avvenuta in piazzale Eroe dei due mondi, sotto il monumento di Garibaldi ,vicino al mare. L’anfora passava dalle mani dei rappresentanti di Arenano a quelle dei rappresentanti di Savona
Per l’occasioni giovani dell’UISP ASD e SMS di Savona (organizzazioni sportive) Le ragazze a due a due l’anno portata lungo il centro storico passando davanti alla Fortezza Priamar ( dove è stato incarcerato Mazzini) e poi presso la Campanassa ( simbolo dell’antico comune) lì la staffetta è passata nelle mani di un’altra coppia di giovani celebrando il rito della staffetta Poi ci siamo avviati lungo la famosa Via Pia( cuore del centro storico, quartiere del 1400) sino a Via Paleocapa ,sullo sfondo troneggia la Torretta (simbolo di Savona) Lì è avvenuto un ulteriore scambio di testimone Giunti presso la piazza del Comune (Piazza Sisti IV famoso papa savonese) ci siamo fermati per qualche minuti Infatti erano le 18 e nell’attigua piazza Mameli ( come ogni sera a quell’ora) suonavano i 21 rintocchi del monumento della pace. Ci siamo avviati in piazza del Comune dove attendeva il Sindaco Federico Berruti con la fascia tricolore e l’assessore Licia Bacciu che hanno preso l’anfora dalle loro mani Ci sono stati momenti toccanti delle affermazioni di ciascuno d Successivamente in una libreriael partecipanti e trasudava il nostro orgoglio Eravamo noi ora i custodi di quel prezioso simbolo che ricorda a tutti che la violenza sulle donne deve finire
La libreria UBIK ci ha ospitato e lì l’associazione Cuklttrale Timoteo teatro, l’Associazione culturale Labirinto ,l’associazione Raggio di Sole sono intervenuti sulla tematica “Non lasciarti sola….” La denuncia della violenza passa attraverso la letteratura,il teatro,la musica e le lettura Cristina Ricci ha letto brani dal suo libro”La montagna d’acqua” In tale occasione abbiamo avuto a Savona Rita ,una compagna di scuola di Lorena,una che Lorena l’ha conosciuta ed ha pianto per lei insieme a noi, ha gridato il suo disgusto per la pena irrisoria comminata ai suoi assassini e, soprattutto, l’angoscia per il futuro della sua compagna spezzato per sempre:
Tali testimonianze ci dicono come la violenza passa attraverso la vita di una donna fino alla deastazone e l’abuso psicologio L’evento è stato uno strumento di confronto e ri-nascita nel difficile percorso di ritorno alla vita.
Lo spettacolo serale ha coronato questa importante giornata con l’Associazione “ Attori per caso” Sono stati recitati testi di Euripide,Aristofane,Elliot e d’Annunzio Lo spettacolo”Donne di guerra… donne di pace: momenti di riflessione teatrale al femminile in forma di coro” ha stimolato suggestioni uniche ed applausi caldi e sentiti .L’anfora era in piazza sul palco
Il giorno successivo in piazza Sisto un’anfora di più di un metro in cartapesta (che ha richiesto per l’allestimento diversi mesi ) su cui era scritto UDI Contro la violenza sulle donne e Savona 17/18/19 giugno 2009 era posta di fronte all’ingresso del Comune a fianco all’anfora originale Adriana Caviglia, un’insegnante che ha proposto l’iniziativa, prodotto e presentato un video sulla violenza nelle varie scuole, ha presentato i pensieri raccolti Abbiamo letto sotto un sole cocente i messaggi che gli alunni delle scuole medie superiori avevano prodotto Essi sono stati simbolicamente affidati all’anfora Molti dei pensieri erano stati prodotti da maschi : Successivamente sempre presso la libreria UBIK la scrittrice ecuadoriana Silvia Campana ha presentato i suoi libri gravidi di sofferenza ,delusioni lotte per realizzare un sogno: essere scrittrice Stefania Fabbri dell’USEI ha introdotto l’evento e Caviglia Adriana ha letto poesie dell’autrice
IL 19 GIUGNO DELLA SALLA DEL Comune è stato condotto un dibattito “violenza sulle donne:una questione aperta ha visto l’intervento di Valentina Sonzini portastaffetta della Liguria, l’Avv Marisa Delfino dell’Ass Raggio di Sole,la dott Fiorella Robba Medico del Pronto Soccorso , la Psicologa Brunella Nari dell’Ass Telefono Donna(centro antiviolenza della prov di Savona
Alunni della Iiceo scientifico O Grassi hanno presentato una loro ricerca tematica
Nella serata del 19 giugno nella piazza del Comune”Arie e costumi mediterranei” ha visto un incontro con le donne in Italia dei paesi dl Mediterraneo
Per l’UDI di Savona Adriana Caviglia
E’ stato uno spettacolo entusiasmante ad essa ha partecipato la scuola di Danza “Faitià et les roses du desert” presentando La danza orientale,C’è stata una sfilata di abiti tradizionali dei vari paesi che si affacciano ssul Mare nostrum tutti confezionati a mano come intermezzo di danza del ventre Ben Hammouda ha effettuato l’accompagnamento musicale Lo spettacolo è stato prodotto da “ Gli amici del Mediterraneo” L’associazione “ Il Ponte” successivamente ha presentato la lettura di poesie e brani “ Donne nel monco” ha concluso la ricca serata con degustazione di the
L’anfora è partita il 20 giugno alla volta del ponente la staffetta continua a Savona Il 20 nella sala mostre della Provincia Maria Assunta Rossello ha realizzato una performance con lettura di alcuni brani improvvisati al fine di continuare a dire quello che gridiamo da sempre ,per non dimenticare,per ricordare quello che siamo.
Il 23 giugno la chiusura della mostra della sala della provincia è stata occasione per riflettere assieme e liberamente sull’evento e per dire che la staffetta,partita, era presente ancora tra noi e ,ormai lo rimarrà per sempre: La cantante Danila Satragno ha allietato la serata con la sua voce splendida
Abbiamo intenzione di continuare il lavoro e in occasione del 25 novembre 2009 parallelamente a quanto avverrà a Brescia saremo presenti nella nostra città con altri eventi
venerdì 24 luglio 2009
La donna nella storia
La mitica poetessa Saffo è ricordata per gli splendidi frammenti, ma qualunque tradizione si voglia seguire, per un amore infelice o per amori comunque devastanti.
In realtà qualche donna bella tosta si poteva trovare, ma mai a livello di comando.
Oppure ricordiamo Santippe, la terribile moglie di Socrate il quale , gra pensatore e saggio, come marito doveva essere una vera frana e la povera Santippe magari qualche ragione ce l'aveva!
Tra i romani, la donna era rispettata e omaggiata per le sue virtù di domina, ma il 50 e 50 nelle decisioni proprio non sfiorava nessuno.E arriviamo all'era cristiana con tutto l'ascetismo delle origini.
Qui la donna è veramente trattata male,
San Giovanni Crisostomo ne IV secolo dice: Non conviene sposarsi. Che cos'altro è mai una moglie se non la nemica di ogni amicizia, la pena da cui nessuno può sfuggire, la calamità purtroppo desiderabile, il pericolo che si annida nella casa, il danno dilettevole? E' solo ricoperta di un bel colore!
Nell'Università di Padova girava un foglietto con queste affermazioni: Che cos'è la donna? La confusione dell'uomo, una bestia incapace di vivere in società, un danno quotidiano, un naufragio dell'uomo, un serpente insaziabile.....
Secondo San Gerolamo: La donna è la porta del demonio, l'aculeo dello scorpione...
Per ora mi pare che basti...
Attendo commenti.
( continua)
Margherita
domenica 5 luglio 2009
L'UTILIZZATORE FINALE
UDI- Unione Donne in Italia Sede nazionale
COMUNICATO Roma 29 maggio 2009
A chi piace questa politica, questo “utente finale”, questo linguaggio, questa assoluta mancanza di rispetto, questa violenza verbale?
Sicuramente non piace all’UDI.
Via il velo della ipocrisia nostrana, altro che la sacralità della famiglia, rispetto della vita e della dignità; altro che fare l’amore, altro che un modo come un altro per prendere l’amore che spetta di diritto.
Poveri uomini ricchi, potenti e innocenti utilizzatori finali!
E’ una buona occasione per ricominciare a porre attenzione alle parole che ci vengono lanciate contro, a noi e a tutti.
E’ un’ottima occasione per ricominciare a non tollerare più questa lapidazione verbale, dove le pietre sono indegni stereotipi, vecchi o nuovi come questo, del sesso mass-market.
E’ un ottimo momento per svelare con le “nostre” parole il trucco e la violenza che sempre esercitano coloro che si arrogano il diritto di perseguitarci dicendoci ogni momento tutto il peggio che gli passa per la mente.
Per non diventare sorde e cieche, per non dover più tollerare linguaggi o comportamenti indegni.
Così apprendiamo da un’intervista, che “colui che riceve è l’utilizzatore finale”, ma a quest’uomo, all’intervistato, se uomo è, bisognerebbe chiedere:
Colui: perché al maschile? Colui in questo caso o in generale? Come a dire che a ricevere è sempre un uomo, che sta a significare che a dare è sempre una donna? Domanda pleonastica.
Che riceve: che riceve che cosa?
Un utente non può ricevere un corpo però può usarlo, magari consumarlo, come un gelato o un dopobarba.
In questo caso evidentemente “l’utente finale è colui che riceve il servizio”.
Finalmente arriva la parola vera: SERVIZIO.
Ma non basta, sempre dalla stessa intervista, ci viene ribadito, con pretesa generosa ingenuità, che “per fare bella figura, quando ci si presenta a casa di qualcuno potente, ci si va con una bella donna” a pagamento.
E così l’immaginazione va alla moglie, se c’è, o alla fidanzata, a casa, naturalmente, a fornire nell’ombra un servizio gratuito. Altro che amore, altro che valore della famiglia.
E noi diciamo non solo che vergogna, che affronto, ma anche che indicibile tristezza, che senso di morte.
Infine veniamo informate, dall’ intervistato, che un uomo, potente e perciò stesso bello e simpatico, potrebbe avere “donne gratis in grande quantità”.
E così l’immaginazione va agli scaffali del supermercato, scaffali e scaffali di tanta bella merce in quantità, tutta da comprare, tutta da utilizzare, tutta da consumare.
Che altro c’è da dire?
Tranne che finalmente non siamo più solo noi a significare che ci considerano merce, che vivono il nostro corpo come lo strumento di un servizio, noi disperatamente in cerca di luce nei fumi del lavaggio del cervello che ci stanno facendo da ogni parte e con ogni mezzo, da decenni ormai.
Queste parole brutali le dicono loro, a noi e a tutti, spudoratamente, in continuazione, loro che i media ce li hanno e li usano.
Adesso Luce è fatta: CIRCOSTANZIATA AMMISSIONE DI COLPA IDEOLOGICA.
Grazie grand’uomo, ci hai risparmiato un lavoro improbo, dilla ancora e dilla tutta, per esempio che dobbiamo stare a casa ad aspettarti, altro che emancipazione e lavoro, che se proprio abbiamo il capriccetto di decidere dei nostri destini facendo politica, ebbene sì un mezzo c’è ma dipende da te.
A questo rispondiamo che l’UDI e molte donne in Italia hanno raccolto le firme per una legge di iniziativa popolare che detta norme di democrazia paritaria per l’accesso alle Assemblee elettive cioè semplicemente per le candidature nelle elezioni, dentro la campagna 50E50 … ovunque si decide.
Perciò, per quello che abbiamo detto e fatto, restiamo irriconciliabili a qualsiasi proposta o metodo o decisione o criterio di selezione politica per liste ed incarichi, che non rispettino tutte le donne.
Caro Utente Finale, dillo che tu e quelli come te, e qualche omino potente e ricco in giro c’è, vi sentite i padroni di tutto, compreso il nostro corpo caduco ma potenzialmente fertile. Caduco perchè finita la funzionalità, niente pensione, niente casa, niente lavoro, niente dignità .
E dillo anche che questo corpo potenzialmente fertile deve rimanere sempre usabile, ma l’hai già detto, e non avresti dovuto, l’hai nominata una volta di troppo quando l’hai detto di Eluana.
Tu suoni la tua tromba noi suoneremo le nostre campane.
Noi diciamo e diremo che la lapidazione verbale è violenza, che non è casuale questo indegno trasferimento del privato peggiore nel pubblico peggiore, che siamo in grado tutte di vedere e capire il valore delle immagini e delle parole, la loro potenza d’urto sulla nostra vita in casa e fuori casa.
Che non accettiamo e non accetteremo per nessun motivo subdole violenze aggiunte a quelle che già vergognosamente avvengono fra le mura domestiche, che disonorano gli uomini e feriscono le donne, e fra queste includiamo sordide immagini televisive o sui cartelloni per via, fa lo stesso, e ancor di più parole urlate o sussurrate o cantate o recitate, che martellano la nostra mente, la nostra intelligenza, la nostra cultura, la nostra forte sensibilità.
Perciò ci stiamo sobbarcando fin da novembre dell’anno scorso una Staffetta di donne proprio contro tutti i tipi di violenza domestica o estemporanea, fino al femminicidio, in tutta Italia, comuni, regioni e provincie.
Ma tu nel frattempo, Utente, dilla tutta, rimpiangi il mancipium vero?
Anche quella sembra solo una parola, ma dentro quella parola ci stanno millenni di sottomissione, esclusione e maltrattamenti di donne fino ai femminicidii.
Eh quelli sì erano bei tempi, per te, qualche millennio fa però.
Anna Maria Spina, Giovanna Crivelli
del Coordinamento Nazionale dell’UDI
mercoledì 1 luglio 2009
lettera di Neda
Lettera della sorella di Neda. [Diffusa oggi 22 Giugno (13.30 italiane) in lingua Farsi, tradotta in inglese da un amico a Teheran che me l'ha inviata. La sorella di Neda ha aggiunto alcune correzioni al testo (più breve) di una 'nota' che lei stessa aveva scritto ieri (21 Giugno) e che era stata pubblicata per qualche ora da un Blog iraniano. La sorella di Neda chiede esplicitamente che questa lettera sia diffusa il più possibile da tutti coloro che la leggeranno per ricordare Neda e tutte le vittime della violenza omicida della polizia dei Mullah. (rdn)]
Teheran, 22 Giugno 2009 (h. 10.08) -- "Ieri avevo scritto un breve appunto perchè avevo un'idea fissa: 'domani sarà un grande giorno [alla manifestazione] , ma io potrei essere uccisa...' Invece ora io sono qui, viva, e a essere uccisa è stata mia sorella. Sono qui a piangere mia sorella morta tra le braccia di mio padre. Io sono qui per raccontarvi quanti sogni coltivava mia sorella... Io sono qui per raccontarvi quanto fosse una persona dignitosa e bella, mia sorella...Sono qui per raccontarvi come mi piaceva guardarla quando il vento le agitava i capelli... Quanto [Neda] volesse vivere a lungo, in pace e in eguaglianza di diriiti.... Di quanto fosse orgogliosa di dire a tutti, a testa alta, 'Io sono iraniana'..."
"Di quanto fosse felice quando sognava di avere un giorno un marito con capelli spettinati, [sognava] di avere una figlia e di poterle fare la treccia ai capelli e cantarle una ninna-nanna mentre dormiva nella culla. Mia sorella è morta per colpa di chi non conosceva la vita, mia sorella è morta per un'ingiustizia senza fine, mia sorella è morta perchè amava troppo la vita... Mia sorella è morta perchè provava amore per tutte le persone..."
"Chiunque leggerà questa mia lettera, per favore, accenda una candela nera con un piccolo nastro verde alla base e ricordi Neda e tutti i Martiri di queste giornate, ma quando la candela si sarà spenta non dimenticatevi di noi, non lasciateci soli..."
Quello che non mi riesco a spiegare è perché si è arrivati a questo stato di sottovalutazione della donna dato che all'inizio la figura femminile era considerata la più importante ,tanto da essere deificata.
Anche nelle prime religioni si trovano tracce di questa valorizzazione del femminile.
La dea madre era la dea più importante come ci ricordano le statuette rinvenute di dee genitrici col ventre cavo o turgido a dimostrazione che da esse era derivata la razza umana nell suo complesso
Le prime società sono state matriarcali e i figli ricevevano dalle madri non solo il nutrimento, ma anche gli insegnamenti.
Poi qualcosa è cambiato già dai tempi degli egizi, per non parlare dei greci.
Ed è qui che mi sfugge il passaggio. Perché?
Si passa alla donna bella, per antonomasi Venere, o alla donna madre, Giunone, ma non alla dea suprema.
Anche il cristianesimo è una religione maschilista con la Vergine sublimata, ma "Figlia del tuo Figlio" e nel cattolicesimo non degna neppure del sacerdozio.
Quando studiavo ricordo che mi arrabbiavo a una battuta del Cirano "Dolce con un sorriso un'agonia ci fate. Ispirateci i versi, ma non li giudicate"
Divenivo furiosa ogni volta che la leggevo.
Passando ai tempi presenti,la sopraffazione esiste ancora eppure le donne sono più brave degli uomini anche a livello professionale.
E' qui che per me scatta il mistero. Perché?
Io ho passato la vita lavorativa ad insegnare in una scuola prevalentemente maschile, la classica scuola da uomini, eppure le poche ragazze che venivano erano decisamente più brave dei loro compagni e più mature.
C'è da lottare e lotteremo. Io, per ragioni anagrafiche, ho fatto parte dei movimenti femministi degli anni settanta.Di quelli moderati.Io non amo le estremizzazioni che spesso sfociano nell'irrazionale. Quindi la lotta non mi spaventa, ma mi piacerebbe risalire al perché. Al mistero del capovolgimento della posizione iniziale.
Qualcuno è più informato di me?
Margherita
lunedì 29 giugno 2009
CHIACCHIERANDO CON CRISTINA
Accidenti, certo che non scherzi tu! Ho letto il tuo libro tutto d'un fiato! Bello, bellissimo!!!!
Mi hai chiesto del 68. Provo a risponderti.
Se vuoi attingere a testi
Come saprai era il capo della lotta studentesca che è poi sfociata nell'occupazione di Villa Giulia a Roma.
Simbolo del 68 è stato senz'altro "Blow in the wind" di Bob Dylan.
Io sono fortunata perchè appartengo alla generazione che ha ricevuto gli ideali del 68 ed ha cercato di farli crescere, a volte, molte volte li ha sprecati.
Quando io andavo a scuola avevo diversi professori "borghesi", ma quelli di nuova nomina erano tutti figli del 68. Hanno portato alla nostra generazione il desiderio di una cultura diversa ed alle donne la consapevolezza di sè.
Tutti facevamo politica. Eri "sinistro" o democrisitano. Devo dire che per noi democristiano e fascista si equivalevano. L'uno voleva metterti sotto ad una croce, l'altro sotto ad un manganello. Meglio i sinistri.
Nè puttane, nè madonne. Siamo donne. Non è solo uno slogan, è una rivendcazione. Nè puttane perchè non vogliamo più farci usare dai maschietti per il loro divertimento, vogliamo sciegliere, vogliamo amare con passione e non per convenzione. Non vogliamo un uomo che possa godere di noi, ma un uomo che voglia godere con noi.
Si chiamava Anna.Insegnava matematica. Era bruna, spostava sempre una ciocca di capelli dal viso con gesti nervosi.
E' arrivata nella mia scuola come supplente. Copriva il posto di un docente maschio palloso e tracotante. Questo prof riteneva che le nostre "piccole menti femminili" non fossero adatte a recepire i principi della scienza esatta.
Lei ci rese la matematica un gioco, spiegando con esempi semplici concetti astratti e regole non sempre chiare. Diceva che l'istruzione deve essere per tutti e che un buon insegnante deve aiutare tutti indistintamente a capire. Deve essere l' insegnante ad adattare la materia alle potenzialità dell'allievo, non l'allievo ad adattarsi alla materia. Noi l'adoravamo. Portò il
Se ci vedeva troppo stanche, si parlava d'altro. Ruolo della donna, politica, convenzioni sociali. Aborto, divorzio. Rimase un anno. Ci insegnò più lei che tutti gli altri. Ci insegnò a crescere e diventare donne. Sandalizzò i nostri genitori, ma andò diritta per la sua strada. Arrivava con le gonne lunghe od i jeans e grossi maglioni. Spesso gli zoccoli ai piedi. Non la scorderò mai.
Poi c'era Lidia,
Io crescevo ascoltando gli intilimani, De Gregori, Vecchioni, Bertoli, Claudio Lolli. Crescevo ed ogni giorno che passava dicevo a me stessa che non volevo essere come mia madre, che aveva messo al mondo figli, curato i suoi genitori,badato alla casa e vissuto tutta al sua vita in funzione degli altri. Combattevo gli squilibri adolescenziali scrivendo e leggendo poesie, ascoltando musica, andando al partito e maturando in me la consapevolezza che quel mondo, quel posto erano troppo piccoli per la mia mente, non potevano contenere i miei desideri, erano troppo lontani dal mio modo di pensare. Dovevo andare via. Poi, ad un certo punto, non so neanche più come, mi innamorai. Ma questa è un'altra storia Anna
domenica 21 giugno 2009
UNA SETTIMANA DI STAFFETTA
Una settimana di staffetta.
Anche a Savona è arrivata la tanto attesa e sospirata anfora. E’ rimasta con noi qualche giorno, come una nuova amica ha ricevuto il meglio e auguriamoci di essere capaci di far crescere tutto quel che ci ha donato.
Non ho voglia di raccontarvi tutti gli eventi che le associazioni savonesi sono state capaci di organizzare in suo onore.
Non ho voglia di far considerazioni su quanto sia utile la collaborazione e sull’opportunità che potranno e dovranno cogliere tutte le associazioni che si occupano della Donna dopo una visibilità così ampia.
Ho voglia invece di raccontarvi le emozioni che sono rimaste in me.
Ho voglia di raccontarmi quel che un pugno di creta, un semplice vaso di terracotta, mi ha smosso dentro.
L’anfora viaggia in incognito, dentro un anonimo trolley.
Chi lo vede e non sa non può immaginare tutto quel che contiene e conterrà.
Chi lo traina, chi l’aspetta non sa. Non può immaginare come sarà lasciarla andare via.
L’anfora, quel semplice vaso di terracotta, quel pugno di creta, in pochi giorni è diventata un’amica e anche qualcosa di più. Le donne di Arenzano l’hanno accompagnata da noi, felici che continuasse il suo viaggio ma comunque con la tristezza nel cuore per doverla vedere partire.
Io, che ero lì ad aspettarla poco capivo la loro emozione fino a quando lo scrigno non si è aperto.
Eccolo lì, quel semplice vaso.
Sono bastati pochi istanti per capire che Pandora era tornata e con lei tutto il suo dolore.
L’anfora accoglie e custodisce la sofferenza, l’angoscia, l’amarezza di tutte le donne che hanno visto la loro vita spezzata.
La sofferenza che resta dentro anche quando i lividi sono passati.
L’angoscia che rimane dentro anche quando sei al sicuro, lontano da lui.
L’amarezza che conservi dentro nel vedere evaporare le tue aspirazioni.
Quando il troley si apre, quanto l’anfora appare, nella sua semplice dignità, senza l’uso di parole o gesti lei ti racconta tutto questo.
Tu guardi l’anfora e lo sai, in un istante capisci.
Accanto a me c’era una “piccola donna”, una donna di appena 14 anni. Anche lei, come Lorena, ha
lasciato Niscemi per condurre una nuova vita.
Accarezzava l’anfora con lo sguardo pensando alla sua amica.
Il dolore era ancora vivo, colava dai suoi occhi.
Io, stretta tra lei e il vaso asciugavo le mie guance.
L’anfora era lì, semplice pugno di creta. Era lì per condividere con noi quanto aveva già condiviso e quanto ancora condividerà lungo il suo percorso
Nel lasciarla non ho potuto fare a meno di pensare “Buon viaggio cara amica mia.”
Savona, 20 giugno 2009
Cristina Ricci
lunedì 15 giugno 2009
STAFFETTA DI DONNE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
venerdì 12 giugno 2009
Ridiamo un po'
Perché nel creato si va dagli esseri più imperfetti a quelli più perfetti
( Da Moni Ovadia )
Sapete per quale altra ragione Dio ha creato prima l'uomo e poi la donna?
Perché temeva che se avesse creato prima lei poi questa gli avrebbe impedito di fare un errore così grosso.
La donna nasce malata, si cura per tutta la vita e muore vedova.
Io non ne so altre, ma se qualcuna ha qualche altra freddura e l'aggiunge può essere divertente.
In fondo è estate anche per noi, quindi tempo di vacanze!
